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Un tocco di italianità in Premier: perché il Nottingham Forest veste “Garibaldi Red”


C’è un filo rosso — letteralmente — che collega l’Italia del Risorgimento a una delle squadre più storiche d’Inghilterra. Il Nottingham Forest, fondato nel 1865, gioca da sempre in rosso e quel rosso ha un nome preciso: “Garibaldi Red”. Non è una trovata moderna di marketing: è una curiosità storica reale, radicata nell’immaginario dell’epoca.





L’Inghilterra “garibaldina”

Nel Regno Unito, Giuseppe Garibaldi era una celebrità internazionale: la sua immagine di combattente popolare, libero e anti-tirannia aveva conquistato opinione pubblica e giornali. La sua visita in Inghilterra nel 1864 fu un evento enorme, capace di accendere entusiasmi ben oltre la politica. In quel clima, il rosso delle camicie garibaldine diventò un simbolo riconoscibile e “di moda”, quasi un marchio culturale.


Il Forest nasce e sceglie il colore

Quando il club viene fondato l’anno dopo, nel 1865, i fondatori scelgono come colore proprio il Garibaldi Red. All’inizio, più che maglie “standard” come oggi, l’identità si costruiva anche con dettagli come i copricapi: la tradizione racconta che vennero acquistati berretti rossi come segno distintivo, e da lì il rosso divenne parte del DNA della squadra.


Un soprannome che sa d’Italia

Da questa scelta deriva anche un soprannome storico del club: “The Garibaldis”. È uno di quei casi rarissimi in cui un personaggio italiano entra, in modo stabile, nel vocabolario di una tifoseria inglese. E per i tifosi del Forest il rosso non è semplicemente “red”: è quel rosso, con una storia dietro.


Dal Risorgimento alle notti europee

Il bello è che questo legame con l’italianità non è rimasto un dettaglio da archivio: quel rosso è lo stesso che il Forest ha portato addosso nelle sue pagine più celebri, comprese le stagioni leggendarie che lo hanno portato a vincere due Coppe dei Campioni consecutive (1979 e 1980), celebrate oggi dalle due stelle sullo stemma.


Una curiosità perfetta per raccontare il calcio “romantico”

In un’epoca in cui le maglie cambiano ogni anno e spesso inseguono solo trend e sponsor, sapere che il colore di un club inglese nasce da un’onda lunga del Risorgimento italiano è una di quelle storie che fanno amare il calcio: piccoli dettagli che diventano identità, tradizioni che restano, simboli che attraversano secoli.


Insomma: al City Ground non sventola il tricolore, ma in campo — da 160 anni — c’è un rosso che parla anche un po’ italiano.

 
 
 

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